IL PROGETTO

L’Associazione Universo Design è nata dal sogno di alcune professioniste, Consolata Pralormo, da oltre 30 anni nel campo della creatività e degli eventi; Carla Gütermann, giornalista, da oltre 30 anni nel settore editoriale ed organizzatrice di eventi e Maria De Ambrogio, creatrice di moda con un proprio marchio.

Partendo dalla considerazione che artigiani e imprenditori devono seguire la via dell’eccellenza, della creatività e dell’innovazione, e dalla convinzione che la scoperta e la riscoperta del patrimonio di conoscenza e di testimonianze materiali (in particolare di Torino, che fu capitale della moda, poi del prêt-à-porter ed oggi del design), può essere un aiuto per i creativi e un volano per il futuro dei giovani, perché la capacità creativa può essere applicata e valorizzata in settori e mestieri anche diversi da quelli della moda, le socie hanno quindi messo a disposizione il proprio know how, il proprio tempo e il proprio lavoro per dar vita a una banca dati al servizio di design e creatività.
Scopo del database è, da un lato, quello di salvaguardare il patrimonio, torinese e non solo, di archivi dei professionisti, collezionisti e delle aziende di moda e design; dall’altro quello di valorizzare questo patrimonio grafico, creativo e manifatturiero, mettendo al servizio del futuro le esperienze del passato, trasformando archivi privati e aziendali in strumenti e occasioni di formazione e avviamento professionale per i giovani.

Grazie al sostegno delle istituzioni che nel corso di questi anni si sono alternate nel sostegno ai diversi aspetti del progetto, l’Associazione ha potuto avviare e sviluppare il lavoro. Un particolare ringraziamento va dunque alla Camera di Commercio di Torino e alla Fondazione Crt che per prime hanno creduto in noi consentendoci di acquistare i materiali informatici necessari e poi alla Città di Torino che attraverso il progetto “Reciproca solidarietà e lavoro accessorio”, ha messo a disposizione la forza lavoro; alla Compagnia di San Paolo e a Reale Mutua che hanno sostenuto il progetto.

Nel 2014 e 2015 l’Associazione ha avviato la digitalizzazione dei campioni più significativi del primo archivio grazie alla collaborazione di alcuni giovani, cui è stata offerta un’occasione di formazione e lavoro. Alla luce del forte interesse suscitato dalla presentazione del progetto nel mese di novembre 2014, che ha indotto molti collezionisti, manifatture e antiche dimore a proporre i propri archivi, nel corso del 2015 l’Associazione ha dedicato il primo semestre 2015 al perfezionamento della digitalizzazione del primo archivio tessile per poter poi accogliere i nuovi archivi a partire dal secondo semestre 2015.

Gli archivi accolti nel progetto sono stati ritenuti particolarmente interessanti e pertinenti in quanto sono dedicati a settori molto eterogenei e offrono grafiche diverse e rare: si tratta infatti di collezioni di tessuti provenienti da Antiche Dimore, di antichi paramenti sacri, di ricami, tappezzerie in stoffa e in carta, tessuti d’arredamento, foulard e accessori, tessuti asiatici tra cui sari e scialli indiani, kimono, obi e tessili antichi e vintage. Il data-base offre attualmente un’ampia panoramica di alcuni di questi nuovi archivi e sarà arricchito progressivamente nel corso dei prossimi mesi, diventando più ricco ed eterogeneo di quanto inizialmente ipotizzato. I tessuti e gli altri articoli sono stati classificati, con la preziosa consulenza di Ithaca-Politecnico di Torino, in base al criterio di similarità grafica e creando un vasto data-base di immagini collegate a diversi criteri di ricerca.

Grazie al confronto e alla collaborazione dei collezionisti, professionisti e aziende che hanno messo a disposizione i propri archivi, è anche emersa l’opportunità di implementare il database con schede tecniche, ove disponibili, e altre informazioni che potranno quindi essere progressivamente inserite rendendo la banca dati ancora più utile e ricca.

UN PROGETTO SOCIALE E INNOVATIVO

L’Associazione Universo Design, attiva grazie al lavoro volontario delle sue socie, tutte professioniste nel campo della creatività e del design, si propone di salvaguardare il patrimonio, torinese e non solo, di archivi dei professionisti e delle aziende di moda e design. L’intento dell’Associazione, oltre alla salvaguardia, è la valorizzazione di questo patrimonio grafico, creativo e manifatturiero, con particolare attenzione al ruolo svolto da Torino in questi settori, mettendo al servizio del futuro le esperienze del passato, trasformando archivi privati e aziendali in strumenti e occasioni di formazione e avviamento professionale per i giovani.

Tra il 2014 e il 2017 il progetto ha offerto dirette opportunità di lavoro e formazione a 20 giovani che hanno perfezionato la digitalizzazione di oltre dieci archivi e collaborato con i programmatori per l’inserimento dei dati nel data-base.

Coerente con gli obiettivi formativi e didattici del progetto, l’Associazione ha proposto laboratori e workshop inaugurati nel dicembre 2015 nell’ambito del programma “Voce del verbo Moda” al Circolo dei Lettori di Torino.

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Il laboratorio dal titolo “Di cosa sono fatti i nostri vestiti” è stato rivolto alle scuole elementari e dopo un’introduzione ai tessuti che ha richiamato favole ben note ai bambini, è proseguito alternando momenti interattivi a informazioni sui tessuti e sui materiali di cui sono fatti. I bambini sono stati coinvolti invitandoli ad osservare i propri abiti e quelli dei compagni, avvicinandoli attraverso il tatto alla scoperta delle fibre vegetali e animali, raccontando loro la storia e le caratteristiche di ogni tessuto, ma anche le nuove frontiere della ricerca tessile illustrando i nuovi tessuti, da quelli più “tecnici” a quelli ecologici realizzati con alghe, bucce d’arance ecc.

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Molto interesse ha anche suscitato il laboratorio ispirato agli schemi utilizzati per la creazione dei tessuti optical e astratti, in particolare su quelli legati alla suddivisione di un quadrato in triangoli e parallelepipedi.

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Oltre a sviluppare la creatività applicata alla grafica, che offre spunti quasi infiniti, questo laboratorio, attraverso l’attività di scomposizione e ricomposizione del quadrato già suggerita da personalità del calibro di Le Corbusier, Kandinsky, Bruno Minari, è stato utile per avvicinare i bambini, attraverso lo stupore e la meraviglia, alla geometria e per sviluppare la logica e il senso delle proporzioni.

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Accanto a questo laboratorio ed alle presentazioni alle scuole superiori del settore che hanno potuto verificare la ricchezza e l’eterogeneità degli archivi acquisiti, nel corso del prossimo anno scolastico, con la collaborazione di giovani specialisti, verranno inoltre proposti laboratori didattici per scuole di diverso ordine e grado, coniugando l’attenzione per la grafica e la creatività con quella per i materiali, l’ecologia e l’ambiente.
Concludendo, le finalità sociali del progetto sono dunque dare lavoro, dare formazione e creare uno strumento di lavoro, cioè la banca-dati che risulterà da questi anni di lavoro.

UNA BANCA DATI UNICA NEL SUO GENERE
AL SERVIZIO DI DESIGN E CREATIVITÀ

Un archivio digitale con migliaia di schede realizzate a partire da archivi privati e di aziende concessi in comodato d’uso temporaneo o in donazione. Lo ha creato l’Associazione Universo Design attraverso la digitalizzazione di tessuti di abbigliamento e di arredamento, di accessori della moda, pubblicazioni, grafica pubblicitaria, che formano una vera banca dati consultabile.

L’Associazione Universo Design è nata dal sogno di alcune professioniste che hanno messo il loro know how in diversi settori a disposizione del progetto.

Si è partiti dalla considerazione che artigiani e imprenditori devono seguire la via dell’eccellenza, della creatività e dell’innovazione, e dalla convinzione che la scoperta e la riscoperta del patrimonio di conoscenza e di testimonianze materiali di Torino, che fu capitale della moda, poi del prêt-à-porter ed oggi del design, può essere un aiuto per i creativi e un volano per il futuro dei giovani, perché la capacità creativa può essere applicata e valorizzata in settori e mestieri anche diversi da quelli della moda.

Il risultato è un’importante ed eterogenea banca-dati di tessuti, di abbigliamento e di arredamento, di accessori della moda, pubblicazioni, grafica pubblicitaria che, grazie a simulazioni di applicazioni grafiche, permette di sviluppare nuove forme di creatività nei settori della moda, della gioielleria, dell’oggettistica decorata, dell’arredamento, delle scenografie teatrali e televisive, della grafica pubblicitaria ed editoriale, degli accessori di abbigliamento, delle tappezzerie, della progettazione architettonica e degli allestimenti per mostre ed eventi.
Possono quindi essere coinvolti come fruitori finali anche numerosi settori della nostra economia: textile designer (disegnatori di tessuti, abbigliamento e arredamento), fashion and costume designer (figurinisti di capi di abbigliamento e costumisti), accessories designer (disegnatori di bottoni, borse, cappelli, ecc.), fashion events designer (per allestimenti vari, pannelli illustrativi, spazi tendenze, mostre, fiere), graphic designer (per illustrazioni di copertine e inserti libri vari), digitale anda virtual designer (per scenografie teatrali, televisive, videoclip, proiezioni), interior car designer (creativi, per rivestimenti in tessuto per automobili), interior designer (progettisti, decorazioni per ceramiche, piastrelle, vetri, lampade, mobili, tappeti, tende, tappezzeria).

L’innovativa peculiarità di questa banca-dati di tessuti risiede dunque nei diversi criteri di classificazione che permettono agli utenti di svolgere ricerche tematiche diversificate a seconda delle proprie esigenze (la consultazione sarà possibile selezionando uno degli archivi elencati, ma anche per “segno grafico” e ancora per colore) e cogliere spunti sui campi di applicazione dei segni grafici tratti dai tessuti da rielaborare secondo il proprio ambito di lavoro.

Si darà così ai creativi la possibilità di sperimentazioni e di utilizzo della banca-dati come fonte di ispirazione per la progettazione di prodotti di vario genere, cui sarà data visibilità anche attraverso la pubblicazione on line.

“Questo progetto – afferma Consolata Pralormo, presidente dell’Associazione – è in linea con gli obiettivi economici del paese, sempre più sensibile alle sperimentazioni, assecondando le esigenze delle imprese con i servizi formativi e di ricerca. Bisogna far riemergere le radici profonde della nostra economia, che si è sempre contraddistinta per la valorizzazione del bello, l’efficienza, la formazione, l’innovazione e la creatività”.

LA BANCA-DATI

L’Associazione ha perfezionato l’acquisizione dei campioni di alcuni archivi affidati in comodato d’uso temporaneo. I campioni digitalizzati rappresentano centinaia di categorie grafiche ed offrono spunti interessanti sia nel decoro che nella sovrapposizione di tecniche e colori: disegni geometrici, etnici, naif, animalier, scozzesi, jacquard, astratti, rigati, figurativi e stilizzati nelle loro innumerevoli varianti di colore.

  • Collezioni di tessuti di moda

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  • Collezioni di tessuti provenienti da Antiche Dimore

Le antiche dimore sono scrigni di preziosità, ma anche di curiosità: attraverso le collezioni raccolte nel corso di generazioni della stessa famiglia, emergono le diverse personalità dei proprietari avvicendatisi nelle dimore, ed anche le mode e gli stili che hanno caratterizzato le diverse epoche. I bauli delle grandi soffitte, le stanze destinate a “guardaroba” piene di armadi sono vere e proprie “miniere” di indumenti e corredi completi.

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Uno degli argomenti più interessanti che si possono sviluppare attraverso queste collezioni è dunque quello del tessile di cui possiamo ritrovare campioni estremamente eterogenei che comprendono tessuti d’arredamento, passamanerie, paramenti sacri, abiti, tessuti d’abbigliamento, pizzi e merletti, scampoli e avanzi religiosamente conservati, o talvolta semplicemente dimenticati da generazioni, grazie alla grande disponibilità di spazi offerta da queste grandi dimore e all’abitudine all’economia domestica.
Grazie a questa concomitanza di circostanze, queste dimore offrono straordinarie testimonianze di tessuti di alta qualità, interessanti per accostamenti di colori, tipologia di disegni e decori, tecniche di tessitura, da cui emergono i cambiamenti del gusto e della moda nei secoli: questi capi testimoniamo anche il grande lavoro che occorre per realizzarli, le diverse professionalità altamente specializzate e artigianali che collaborarono alla riuscita di ogni capo. La seta di alta qualità prodotta dai filatoi piemontesi era sovente inviata a Lione per la tessitura e tornava in Piemonte in forma di tessuto dai motivi raffinati e ricercati, tessuti destinati agli abiti delle dame aristocratiche, tessuti così pregiati e preziosi che venivano poi donati alla chiesa per farne paramenti sacri. A questo proposito va sottolineato che alcune dimore hanno una propria cappella, dotata di magnifici paramenti sacri dei diversi colori, adatti ai diversi periodi del calendario liturgico. Questa è dunque un’altra fonte di importanti esempi di tessuti, quasi sempre di seta, a volte resi ancor più preziosi dalla sovrapposizione di raffinati ricami e applicazioni. I ricami delle antiche dimore occupano un posto di rilievo per la loro varietà, bellezze ed importanza. Si tratta di ricami d’arredamento (come copriletti, testili, paralumi, copritavolo, cuscini…) o abbigliamento (abiti, guanti, nastri, guarnizioni, scarpette, borsette). La possibilità di accedere a questi tessuti e a questi capi, che insieme costituiscono preziosi archivi tessili privati, e la disponibilità dei proprietari a farli catalogare hanno consentito alla banca-dati creata da questa Associazione di arricchirsi di pezzi straordinari, mai esposti prima d’ora.

  • Collezioni di antichi paramenti sacri

L’Associazione ha avviato i contatti con alcune realtà ecclesiastiche che conservano tesori insospettabili. Tra gli accordi già definiti, quello con l’Abbazia di Casanova e con la Collegiata di Santa Croce a Poirino. Le immagini così ottenute arricchiscono ulteriormente le proposte della banca-dati e in particolare la categoria dei tessuti sacri.

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  • Collezioni di ricami (e disegni preparatori)

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  • Collezioni di accessori antichi e vintage (borse, fiori di seta, bottoni)

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  • Campionari di passamanerie in seta
  • Campionari di tappezzerie in carta (e disegni preparatori)
  • Collezione privata di foulard in seta, prima metà XX secolo

Attraverso i contatti professionali delle socie, è stata contattata a Berlino dove opera un architetto italiano, erede della torinese Francesca Capalbi, illustratrice, stilista, disegnatrice di moda, designer per tessuti d’arredamento attiva nella prima metà del Novecento.
L’associazione ha cosi ottenuto il prestito di 72 foulard in seta e dei loro disegni preparatori, che possono costituire un interessante ed utilissimo strumento di lavoro per i giovani creativi.

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  • Collezioni professionali di tessuti d’arredamento 1960/1990

Alcuni arredatori di tutta Italia hanno donato all’Associazione i propri campionari, che coprono oltre 30 anni di professionalità e sono stimolanti testimonianze dell’evoluzione dello stile nell’arredamento, ma anche delle differenze di gusto delle diverse regioni italiane.

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  • Collezioni di tessuti asiatici

Alcuni professionisti del settore arredamento e moda che vivono e lavorano per molti mesi all’anno in Estremo Oriente hanno messo a disposizione le loro collezioni di tessuti orientali di varie epoche e provenienze.

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  • Collezione privata di sari e scialli indiani

Una collezione privata che testimonia la diffusione del gusto per l’esotismo e, in particolare, la moda lanciata da Giuseppina Bonaparte di utilizzare scialli indiani sopra ai leggerissimi abiti Impero e per i tavoli vestiti. La collezione comprende anche scialli Paisley, realizzati nell’omonima cittadina scozzese che, vista la moda dilagante, si specializzò nella produzione di scialli caratterizzati dalla millenaria fantasia cashmere.

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  • Collezione di Kimono, tessuti e accessori giapponesi

Come preziosa testimonianza della cultura che da anni rappresenta per l’Occidente un punto di riferimento nello stile, nella moda, nel design, l’Associazione ha ottenuto una straordinaria collezione privata composta da migliaia di tessili giapponesi dal XVIII alla prima metà del XX secolo (kimono, obi, tessuti, campionari) capaci di offrire spunti decorativi quasi infiniti e nuovi modi di percepire e accostare i colori e i decori.

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Grazie alla profonda conoscenza della cultura e dell’arte giapponese che la collezionista, una designer americana di tessuti, ha accumulato in oltre trent’anni di vita e lavoro in Giappone, questi tessuti offrono anche interessanti spunti per avvicinarsi alla cultura e all’arte giapponesi.

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